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CRONOLOGIA







L'energia solare è abbondante: ogni giorno la Terra riceve dal Sole una quantità di energia 30 volte superiore a quella consumata da tutta la popolazione mondiale in un intero anno.
Per fare un esempio, una famiglia italiana di 4 persone potrebbe produrre metà dell'acqua calda che usa per un intero anno con un solo pannell o solare di 3 mq.

L'energia solare è diffusa: ogni casa o palazzo può dotarsi di pannelli solari e produrre la propria energia. Ma questa energia è anche condivisibile: gli impianti solari connessi in rete, infatti, permettono di "esportare" l'energia prodotta in eccesso ed "importare" energia dalla rete quando se ne ha più bisogno.

L'energia solare è pulita: il suo impatto ambientale - specialmente se paragonato
a quello delle fonti non rinnovabili - è trascurabile.


 




no nucleare


Economico? Sicuro? Conveniente? Il nucleare non è nulla di tutto questo.

Il nucleare non garantirebbe all'Italia l'autonomia energetica, poiché si basa su una risorsa scarsa: l'uranio. La maggior parte dell'uranio - indispensabile per la fissione - si trova infatti in Canada, Russia, Nigeria, Namibia, Stati Uniti ed Australia: l'Italia dovrebbe comunque importarlo. Inoltre, le riserve esistenti di uranio ci darebbero un'autonomia non superiore ai 60 anni. Sarebbe questa la soluzione?

Il nucleare non è più economico delle altre forme di produzione dell'energia: nei costi per kWh vanno infatti inseriti anche i costi di smaltimento delle scorie e soprattutto i costi di smantellamento delle centrali al termine del loro ciclo produttivo. Senza contare i costi relativi ad eventuali malfunzionamenti e alla militarizzazione dell'area dove sorge l'impianto: una centrale nucleare è infatti un obiettivo sensibile.

Il nucleare espone il territorio a rischi gravissimi in caso di incidente, in modo particolare nel caso di un Paese sismico come l'Italia. Il nucleare cosiddetto "sicuro" sarà forse disponibile nel 2030. Per non parlare dell'impossibilità di avere standard di evacuazione davvero sicuri in un Paese - come l'Italia - che ha zone ad altissima densità abitativa.

Inoltre, non esiste un modo sperimentato di smaltire le scorie nucleari: alcuni isotopi dell'uranio restano radioattivi per centinaia di migliaia di anni.